Ipertrofia prostatica benigna e sport

A cura di
MASSIMILIANO NOSEDA
Medico, Specialista in Medicina fisica e riabilitazione, Specialista in Igiene e medicina preventiva, Docente universitario
www.fisiatra-visitafisiatrica-milano-como.it
massimiliano.noseda@tin.it

INDICAZIONI PER LA PRATICA SPORTIVA

COS’È LA IPB

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) consiste in un aumento non patologico delle dimensioni della prostata, legato al suo naturale invecchiamento. Si calcola che ne soffrano circa 7 milioni di Italiani e che la sua frequenza sia del 5-10% dopo i 40 anni e che superi 80% oltre i 70. Fortunatamente solo la metà dei pazienti è sintomatica e lamenta un quadro ostruttivo o irritativo. Ciò è dovuto al fatto che l’uretra, ovvero il tratto terminale delle vie urinarie, passa attraverso la prostata e può, quindi, in caso di ipertrofia essere compressa o infiammata. Sono esempi di sintomi ostruttivi la difficoltà ad iniziare la minzione, l’intermittenza del flusso urinario e lo svuotamento incompleto della vescica, mentre sono più tipici di un quadro irritativo il bruciore, la nicturia, ovvero la necessità di alzarsi più volte la notte per urinare, e l’urgenza minzionale, ovvero la necessità di svuotare frequentemente la vescica nonostante la quantità di urina emessa sia sempre molto esigua.

DIAGNOSI

Per la diagnosi, oltre alla ricerca di una famigliarità e alla ricostruzione della storia clinica del singolo paziente, è di norma sufficiente una visita urologica con esplorazione rettale digitale consigliata verso i 40-50 anni e tempestivamente in caso di comparsa di uno dei sintomi precedenti. È possibile poi inquadrare meglio il paziente con l’uroflussimetria per valutare il residuo minzionale, l’ecografia trans-rettale per valutare più accuratamente il volume prostatico e il dosaggio dell’antigene prostatico specifico, detto PSA, ottenibile mediante semplice prelievo ematico.

TERAPIA

Nei casi più modesti si può ricorrere alla sola terapia farmacologica con molecole, come il tadalafil, che non è, tuttavia, esente da possibili effetti collaterali come il calo del desiderio sessuale o l’ipotensione ortostatica, mentre negli stadi più avanzati le tecniche endoscopiche consentono di praticare trattamenti laser localizzati.

In ogni caso il soggetto dovrà, però, seguire stili di vita salutari che prevedano non solo un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali preferibilmente integrali, povera di grassi saturi e priva di alcolici, caffè, cioccolato e spezie irritanti, ma anche un’attività fisica regolare.

IPB E ATTIVITÀ SPORTIVA

Sono di norma consigliate le attività aerobiche che, oltre a mantenere la funzionalità cardiorespiratoria, migliorano l’irrorazione della regione perineale prevenendo o limitando la formazione di placche ateromatose a livello delle piccole arterie e liberando endorfine in grado di influenzare positivamente lo stato di benessere anche psicologico. Ben vengano, quindi, nuoto, cammino, jogging ma anche la palestra dove è possibile alternare attività aerobiche – come la cyclette, il remoergometro o il tapis roulant – ad altre anaerobiche come la pesistica o altre più rilassanti come lo stretching e lo yoga.

Sconsigliate, invece, sono le attività su sellino come il ciclismo, il motocross e l’equitazione sia per la postura che comprime costantemente la prostata sia per i possibili microtraumi da sobbalzo che potrebbero non solo aggravare il quadro clinico, ma anche favorire la comparsa di altre problematiche come la disfunzione erettile. A scopo preventivo e nei casi più lievi, per coloro che non vogliono rinunciare alla bicicletta, è bene dedicare particolare attenzione alla scelta della sella che, oltre a essere dura e indeformabile, deve adattarsi alle caratteristiche antropometriche del particolare soggetto, consentendo l’appoggio sulle tuberosità ischiatiche senza comprimere eccessivamente la regione perineale sopra la quale si trova la prostata. Inoltre, la seduta sul sellino deve essere idealmente parallela al suolo, in quanto una punta sopraelevata favorirebbe lo schiacciamento prostatico mentre una sottoelevata provocherebbe lo scivolamento anteriore del corpo aumentando lo sfregamento e sollecitando inopportunamente la muscolatura del rachide al fine di mantenere l’equilibrio. È bene preferire, infine, percorsi su terreni regolari e asfaltati a sentieri montani e irregolari e considerare l’alternanza tra cammino e bicicletta per uscite superiori ai 30 minuti.

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