Taping – Tecniche di bendaggio della spalla

ROSARIO BELLIA
Pubblicato su gentile concessione di Piccin Editore, Padova 2018;
estratto da:
TAPING KINESIOLOGICO BELLIA KOREAN SYSTEM NELLA TRAUMATOLOGIA SPORTIVA

PREMESSA

Rosario Bellia, fondatore dell’Associazione Italiana Taping Kinesiologico, ci spiega due tecniche di applicazione di taping tratte dal suo nuovo libro “Taping kinesiologico nella traumatologia sportiva moderna”.

TECNICA DI BENDAGGIO IN FASE DI FISIOTERAPIA-RECUPERO (NON ATTIVITÀ SPORTIVA)

INDICAZIONI

Questo bendaggio è utile per drenare i liquidi infiammatori, ridurre il tono muscolare dei muscoli motori della spalla e ottenere un miglioramento della ROM. Si utilizza una particolare tecnica esecutiva che prevede un’applicazione alternata delle ali dei due ventagli: ogni ala del ventaglio viene applicata subito dopo quella omologa dell’altro lato, ottenendo un effetto “treccia” che ”sostiene” maggiormente il bendaggio.

MATERIALE UTILIZZATO

Serviranno due nastri da 5 o 7,5 cm di larghezza ciascuno, in base alla dimensione della zona da bendare e considerando che in allungamento muscolare la misura varia, tagliati a formare 4 o 6 ali da circa 1 cm ciascuno. Si utilizza inoltre un cross tape di dimensione “grande”.

Fasi di realizzazione del bendaggio

  1. a) L’atleta è seduto: si applica il cross tape con “tecnica giapponese” nel punto specifico dei linfonodi della via Caplan all’altezza dell’apofisi trasversa di D2, mentre l’atleta ha l’arto superiore in adduzione ed intrarotazione, per ottenere il massimo dell’allungamento tissutale della zona di applicazione ed avere l’azione vacum desiderata.

  1. b) (nastro di colore verde) L’atleta è seduto e si applica la base del primo ventaglio sul margine superiore della scapola; quindi si porta l’arto superiore in adduzione e intrarotazione e si applicano le ali del ventaglio a tensione 0% a coprire l’intera articolazione.

  1. c) (nastro di colore marrone) Si applica la base del secondo nastro sul terzo prossimale della clavicola in direzione obliqua, in modo speculare al primo; quindi si porta l’arto superiore in abduzione ed extrarotazione e si applicano le ali del ventaglio a tensione 0%, a coprire l’articolazione scapolo-omerale totalmente, incrociando sul primo ventaglio.

Variante: per una maggiore azione decompressiva articolare si può applicare la tecnica alternando le ali dei ventagli, anteriore e posteriore, andando così a formare una “treccia” centrale.
Se risultano interessati altri distretti muscolari (sovraspinato, pettorale, bicipite, trapezio, piccolo rotondo ecc.), si possono abbinare anche le traiettorie decompressive di questi muscoli.

ANATOMIA PALPATORIA

Via linfatica di Caplan. I vasi linfatici corrono più profondamente nel muscolo tricipite branchiale e terminano in parte direttamente nella via latero-toracica omolaterale e in parte nella stazione linfatica sovraclaveare.

ATTENZIONE

Durante l’applicazione del nastro va rispettata la posizione di massimo allungamento della zona da bendare, avendo cura di depositare il nastro a 0% di tensione, altrimenti non si ottiene l’azione decompressiva desiderata.

NOTA BENE

Il cambio di posizione durante l’applicazione di ogni singola ala dei ventagli può far perdere di vista il massimo allungamento della zona da bendare. Prestare dunque la massima attenzione, proprio perché la modalità applicativa a “treccia” consente di ottenere un’azione decompressiva maggiore.

TECNICA DI BENDAGGIO DURANTE LA COMPETIZIONE

INDICAZIONI

Questo bendaggio si utilizza per realizzare una stabilizzazione multiassiale dell’omero dell’atleta con lassità o instabilità della spalla, migliorando in tal modo il gesto sportivo durante la competizione ed economizzando il sovraccarico funzionale.

Il primo metodo è indicato per l’atleta che va incontro a una media sollecitazione della spalla durante il gesto sportivo, mentre il secondo è adatto per attività sportive che sollecitano in modo importante le strutture caspulo-legamentose della spalla.

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