Trattamento con vibrazioni alternate in pazienti con disordini mitocondriali: uno studio pilota

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Newell C, Ramage B, Robu I et al.
Side alternating vibration training in patients with mitochondrial disease: a pilot study. Archives of Physiotherapy 2017;7:10. Riassunto commentato.

INTRODUZIONE

I disordini mitocondriali rappresentano un gruppo di patologie genetiche causate da alterazioni nel funzionamento dei mitocondri (in particolare nel processo di fosforilazione ossidativa) che portano a una compromissione della capacità del corpo di produrre energia. Nei pazienti affetti da tali disordini si prevede un decorso degenerativo con scarsa crescita, menomazioni funzionali e frequenti ospedalizzazioni. Per molti pazienti i convenzionali trattamenti di rinforzo muscolare ed endurance non sono valide alternative a causa di varie ragioni. In primo luogo molti pazienti presentano una diminuzione della tolleranza ai protocolli di esercizi proposti per problematiche neurologiche, respiratorie e cardiache di cui possono essere affetti. Secondariamente la stessa motivazione dei pazienti va diminuendo durante la performance delle attività richieste.

Il trattamento con vibrazioni alternate (SAVT) consiste in oscillazioni meccaniche e in molti setting clinici è proposto mettendo la piattaforma vibrante sotto i piedi in stazione eretta.

METODI

Criteri di inclusione: 1) diagnosi di miopatia mitocondriale, 2) deambulazione compromessa che impedisce, a causa della debolezza muscolare, le attività di tutti i giorni o l’uso di un bastone o di un walker per assistere la deambulazione, 3) forza muscolare necessaria a stare in piedi e fare un salto, 4) età minima 3 anni. Criteri di esclusione: 1) partecipazione ad altri protocolli, 2) stato di gravidanza,
3) protesi, 4) fratture non guarite, 5) calcoli biliari o nel tratto urinario, 6) artrite, 7) trombosi, 8) disordini spinali o scheletrici (es. ernia). Dopo il reclutamento, i pazienti sono stati randomizzati e assegnati al trattamento o con SAVT o nel gruppo di controllo per 12 settimane, seguite da 12 settimane di sospensione e poi altre 12 settimane. La fase di controllo consiste nello stare in piedi per un periodo pari a quello che viene speso sulla piattaforma vibrante. L’outcome misurato è il “peak jump power” (PJP). Ai pazienti è stato chiesto di fare 5 salti. La massima forza istantanea generata in Watt è stata divisa per il peso (kg). Sono stati eseguiti esami del sangue e del plasma pre- e post-training per monitorare l’infiammazione dei muscoli.

RISULTATI

7 dei 13 pazienti hanno completato l’80% delle loro sessioni con SAVT e sono stati analizzati. Il ΔPJP dopo la fase di controllo era –2,7±1,7 W/kg, dopo SAVT era +2,8±0,6 W/kg (p<0,05) e del gruppo di controllo era –2,4±0,8 W/kg/anno.

DISCUSSIONE

Il SAVT può migliorare la forza dei muscoli erettori del tronco, può migliorare la funzione muscolare a differenza dell’esercizio che provoca danno muscolare, può attenuare gli effetti dell’invecchiamento sulla struttura muscolo-scheletrica. Gli effetti della SAVT potrebbero essere maggiori in soggetti sedentari. I benefici della SAVT sono il risultato dell’alta frequenza di attivazione del muscolo causata dall’alta ampiezza di oscillazione delle vibrazioni della piattaforma.

CONCLUSIONI

Il SAVT è ben tollerato e potrebbe migliorare la forza dei muscoli nei pazienti con disordini mitocondriali.

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