Efficacia di tre modalità di esercizio per aumentare la forza del quadricipite e la circonferenza della coscia in soggetti affetti da osteoatrite al ginocchio

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Olagbegi OM, Adegoke BO, Odole AC.
Effectiveness of three modes of kinetic-chain exercises on quadriceps muscle strength and thigh girth among individuals with knee osteoarthritis. Archives of Physiotherapy 2017;7:9. Riassunto commentato.

INTRODUZIONE

L’osteoatrite (OA) sta diventando un’importante emergenza sanitaria in quanto causa dolore cronico, riduce la funzionalità dell’individuo e la qualità di vita ed è correlata con l’incremento dell’età media della popolazione e con il dilagare dell’obesità. Le caratteristiche cliniche dell’OA sono dolore, edema e lassità legamentosa che possono portare a deformità articolari e quindi nel tempo a rigidità e accorciamento muscolare. L’OA cronica è correlata a una marcata debolezza del quadricipite, che è il maggior estensore e stabilizzatore dell’articolazione del ginocchio. Le linee guida internazionali e i risultati di diverse revisioni sistematiche mostrano una forte evidenza a supporto dell’esercizio fisico come intervento non farmacologico per la riduzione dei sintomi. Questo studio ha lo scopo di valutare e confrontare l’efficacia di 12 settimane di esercizio in catena cinetica chiusa (CCC), aperta (CCA) e combinata (ECC) per l’incremento della forza del quadricipite e della circonferenza della coscia in pazienti affetti da OA.

METODI

Questo studio randomizzato ha coinvolto 96 pazienti con OA che sono stati assegnati in modo randomico al gruppo CCC o CCA o ECC. La forza isometrica (FSQ) e isotonica (FDQ) del quadricipite sono state misurate mediante un tensiometro a cavo, mentre la circonferenza della coscia (CC) con un centimetro da sarta in condizioni basali e dopo 4,8 e 12 settimane. I pazienti hanno assunto 3000 mg di paracetamolo quotidianamente per tutta la durata del trattamento.

RISULTATI

I tre gruppi si sono dimostrati comparabili per quanto riguarda le variabili demografiche e dipendenti in condizioni basali e non c’è stato un significativo effetto legato al tempo (p <0,001) in quanto tutte e tre le misure hanno subito un incremento dall’inizio dello studio fino alla dodicesima settimana [differenza media FSQ: 3,3 (95% IC: 2,52-4,08) N, FDQ: 0,74 (95% IC: 0,45-1,02) N, CC: 1,32 (95% IC:0,93-1,71) cm]. I cambiamenti dei tre parametri considerati (FSQ, FDQ e CC) dopo 12 settimane di trattamento si sono dimostrati non significativamente differenti (p >0,05) nei tre gruppi.

CONCLUSIONE

I risultati di questo studio mostrano che esercizi in catena cinetica chiusa, aperta o combinata sono allo stesso modo efficaci nell’incrementare la forza del quadricipite nei pazienti con OA. Studi futuri dovranno analizzare se questi tre protocolli d’esercizio possano avere differenti effetti se utilizzati per un periodo di tempo più lungo. Sarebbe inoltre utile includere del disegno dello studio una fase di follow-up per valutare il mantenimento nel tempo dei risultati raggiunti.

In questo studio gli autori hanno effettuato un accurato confronto fra tre metodiche di rinforzo muscolare comunemente utilizzate in riabilitazione. Tuttavia sarebbe stato interessante se ai partecipanti fossero state somministrate anche delle scale per la valutazione del dolore e della funzione che ci avrebbero permesso di capire quanto l’incremento della forza del quadricipite possa essere correlato al miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da OA. I limiti di questo studio segnalati dagli autori sono la mancanza di una valutazione in cieco e di un gruppo di controllo e un’importante quantità di dropouts.

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