Trattamento con Spiraldynamik: piede valgo pronato doloroso (case report)

MATTEO CAPPELLO
Laurea in Fisioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Verona,
specializzato in Terapia Manuale secondo il concetto Maitland
ARMIN HARRASSER
Master in Sport Science presso l’Università Leopold Franzens di Innsbruck (Austria),
Diploma in Spiraldynamik®
Studio REHAteam 39042, Bressanone (BZ)

Anamnesi

Paziente maschio, 30 anni, imprenditore. Riferisce dolori al piede destro durante lunghe camminate in montagna. È molto attivo in diversi sport e per questioni lavorative sta molto in piedi. Dopo 15 anni di kick boxing (attività praticata a piedi nudi), il soggetto ha interrotto questo sport a causa di forti dolori alla caviglia. Inizialmente i dolori insorgevano solo durante e dopo l’attività sportiva, da 6 mesi anche dopo solo 15 minuti di camminata pur usando dei plantari ortopedici.

Nel febbraio 2014 esegue intervento di artrodesi sottoastragalica correttiva. Il paziente si presenta dopo l’intervento con dolori all’avampiede nelle articolazioni metatarso-falangee III-IV e con problemi di equilibrio nel cammino.

Valutazione del paziente

Piede pronato valgo, con riduzione dell’arco plantare longitudinale e dell’arco trasversale che risulta appiattito, tendini dei muscolo estensore lungo delle dita e dell’alluce in tensione. In stazione eretta la parte mediale dell’avampiede (I metatarsale e alluce) non ha contatto con il suolo (probabilmente a causa della correzione del calcagno e della conseguente ridotta mobilità dell’avampiede).

Dall’analisi strumentale del cammino emerge che nella fase di appoggio tutto il carico viene distribuito tra il II e V metatarsale e che nella fase di distacco delle dita manca il rotolamento sull’articolazione metatarso-falangea dell’alluce e sull’alluce. Il paziente compensa questo deficit di stabilità del piede con oscillazioni del tronco.

Diagnosi

Metatarsalgia da sovraccarico correlata con cedimento dell’arco plantare trasversale e sovraccarico delle articolazioni metatarso-falangee III, IV e V.

Obiettivi del trattamento

  • miglioramento della mobilità dell’avampiede;
  • miglioramento della distribuzione del carico sull’avampiede;
  • miglioramento dell’equilibrio in appoggio monopodalico.

Strategia terapeutica

Il trattamento ha previsto l’utilizzo di tecniche di terapia manuale combinate ad esercizi attivi autosomministrati:

  • mobilizzazioni articolari dell’avampiede;
  • tecniche manipolative dirette ai tendini dei muscoli estensore lungo delle dita e dell’alluce;
  • rinforzo della muscolatura intrinseca dell’avampiede;
  • rieducazione del cammino finalizzata al miglioramento del rotolamento sull’articolazione metatarso-falangea dell’alluce e sull’alluce stesso.

    Fig. 1 – Automobilizzazione del piede.  Calcagno in
    rotazione esterna e avampiede in rotazione interna.

    Fig. 2 – Esercizio sensomotorio in carico parziale:
    calcagno in rotazione esterna e avampiede
    in rotazione interna.

    Fig. 3 – Posizione in rotazione esterna del calcagno
    e rotazione interna dell’avampiede con
    utilizzo di bande elastiche.

Fig. 4 – Rinforzo del muscolo peroneo. 

   Fig. 5 – Automobilizzazione dell’avampiede.

Durata e posologia del trattamento

Sono state effettuate 12 sedute nell’arco di 2 mesi.

La frequenza è stata di 2 sedute a settimana nelle prime 3 settimane. La durata della seduta era di 90 minuti, suddivisi in 45 minuti di terapia manuale e 45 minuti di esercizio terapeutico. Il paziente inoltre ha ricevuto una serie di esercizi specifici da eseguire a domicilio e delle indicazioni su come correggere la camminata nella vita quotidiana.

Nelle settimane successive la frequenza di trattamento è stata di una seduta a settimana della durata di 45 minuti. In queste sedute veniva controllata la corretta esecuzione degli esercizi e, in caso di miglioramento, ne venivano assegnati di nuovi per aumentare progressivamente il carico di lavoro.

    
Fig. 6 – Attivazione della musculatura intrinseca
in fase finale (a) e in fase di appoggio (eccentricità) (b).

Fig. 7 – Rotolamento sull’articolazione metatarso-
falangea dell’alluce e dell’alluce (vedi Figura 6 a).

Risultati

I due obiettivi relativi al miglioramento della mobiità dell’avampiede e al miglioramento della distribuzione del carico sull’arco plantare sono stati parzialmente raggiunti.

Il livello di dolore percepito è diminuito nettamente e si sono sensibilmente ridotte le limitazioni nella vita quotidiana e sul lavoro.

Uno dei risultati più importanti è stato l’aumento dell’autonomia nel cammino senza dolore (da 10 a 45 minuti).

Dal punto di vista dell’attività sportiva le limitazioni sono ancora consistenti se si considera che il paziente praticava kick boxing e avrebbe voluto riprenderlo; tuttavia, grazie al progressivo miglioramento della funzionalità del piede, il paziente è nelle condizioni di eseguire degli esercizi che gli permettono di allenare tutto il corpo e tenersi in forma senza avere dolori dopo il carico di lavoro.

Tabella 1 – Estratto del Questionario “Activity Index”: prima e dopo il trattamento (Roth et al., 2012)

N.

21 Novembre 2016

31 Gennaio 2017

1

Dolore

70%

20%

2

Limitazioni nella vita

quotidiana

50%

25%

3

Limitazioni nello sport

100%

75%

4

Limitazioni sul lavoro

25%

0%

Conclusioni

Seguendo le linee guida del concetto Spiraldynamik® di analisi della funzionalità del corpo umano, e in questo caso del piede, è stato possibile individuare i distretti che generavano e mantenevano il quadro disfunzionale e doloroso di questo paziente.

Spiraldynamik® consente di analizzare il movimento e individuare i punti chiave da trattare. Questi distretti vengono trattati isolatamente e poi integrati in un contesto funzionale globale.

Obiettivo di questo case report era quello di presentare un esempio di valutazione e trattamento di una problematica muscolo-scheletrica secondo il concetto Spiraldynamik®.

È un approccio innovativo molto interessante ed efficace, che va ad affiancarsi alle altre metodiche di trattamento riabilitativo in ambito ortopedico.

 

Bibliografia

  1. Larsen C. Gut zu Fuß ein Leben lang. 4. vollständig überarbeitete Auflage. Trias Verlag in MVS Medizinverlage Stuttgart 2014.
  2. Larsen C. Fußarbeit. Physiopraxis 2014; 3: 31-3.
  3. Roth P. et al. Activity Index – An internet-based patient questionnaire for therapy monitoring in low back pain. Comparison of Activity Index with SF-12 in a pilot study. Phys Med Rehab Kuror 2012; 22: 138-41.

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