Come diagnosticare la sindrome vertiginosa cervicogenica

Reiley A, Vickory FM, Funderburg SE et al.
How to diagnose cervicogenic dizziness. Archives of Physiotherapy 2017;7:12.
Riassunto commentato

La sindrome vertiginosa cervicogenica (SVC) è caratterizzata dalla presenza di sensazione di disequilibrio, instabilità, disorientamento, dolore al collo, range di movimento cervicale limitato e può essere associata a mal di testa. Per avanzare il sospetto di SVC, le vertigini devono essere correlate al movimento della colonna cervicale o al cambiamento di posizione del capo rispetto al corpo. Quale sia la causa di disequilibrio, instabilità e disorientamento non è completamente chiara. Allo stato attuale la diagnosi di SVC viene eseguita per esclusione.

Lo scopo di questo studio narrativo è di fornire una modalità di diagnosi della SVC avvalendosi dell’utilizzo di un paradigma di inclusione/esclusione. L’individuazione di quale sia lo strumento da utilizzare e l’ordine nel quale l’esame debba essere eseguito rimane a discrezione del clinico.

FASE 1: STORIA DEL PAZIENTE

Per identificare se un paziente potrebbe essere affetto da SVC è essenziale chiarire i sintomi e la causa scatenante. La SVC può essere sospettata se il paziente ha un’anamnesi positiva per patologia cervicale e vertigini che abbiano una stretta correlazione temporale con l’insorgenza della sintomatologia cervicale. I sintomi che causano SVC vengono esacerbati dai movimenti che generano il dolore al collo e invece placati con quelli che lo riducono.

FASE 2: TRIAGE

Se il paziente riferisce di aver subito un trauma cervicale, il triage per la colonna cervicale dovrebbe avvalersi del Canadian C Spine Rule per identificare se potrebbe essere indicato un esame radiografico. Invece se il paziente presenta red flag riferibili a disfunzione dell’arteria cervicale (DAC) è necessario eseguire studi di imaging per escludere che l’arteria cervicale sia la causa delle vertigini.

Considerando che il paziente valutato per SVC presenta vertigini da causa sconosciuta e spesso ha subito un evento traumatico, uno screening neurologico probabilmente sarebbe indicato. Sintomi radicolari, miotomi, dermatomeri, riflessi tendinei profondi, segni di patologie del primo motoneurone e la funzione dei nervi cranici dovrebbero essere valutati.

Se l’instabilità cervicale, la DAC e le disfunzione di origine neurologica sono state escluse, i clinici dovrebbero procedere con test clinici per escludere patologie vestibolari.

FASE 3: VALUTAZIONE VESTIBOLARE

La valutazione della funzione vestibolare dovrebbe includere una valutazione oculomotoria comprensiva di nistagmo, deviazione e fissazione oculare, movimenti saccadici, Dix-Hallpike test, acuità visiva statica e dinamica, riflesso vestibolo-oculare ed head thrust test. La presenza di nistagmo è clinicamente utile per determinare se il sistema vestibolare è coinvolto e può aiutare a escludere la SVC.

La SVC e la vertigine di origine vestibolare possono essere differenziate usando lhead-neck differentiation test.

La positività dei test vestibolari non esclude la SVC, infatti le vertigini possono avere due cause contemporaneamente. Il clinico dovrebbe infatti iniziare a somministrare un trattamento per il sistema vestibolare e, se questo non porta alla completa risoluzione della sindrome vertiginosa, dovrebbe sospettare la presenza sia di SVC che di disfunzione cervicale e quindi procedere con la fase 4.

FASE 4: VALUTAZIONE CERVICALE DETTAGLIATA

La valutazione della colonna cervicale include l’esame della disfunzione delle faccette articolari, la palpazione della dolorabilità segmentale, la valutazione dell’allineamento posturale e la trazione. Una riduzione dei sintomi in risposta alla trazione cervicale è maggiormente correlata alla SVC che alla disfunzione vestibolare.

FASE 5: TEST CLINICI PER LE VERTIGINI DI ORIGINE CERVICALE

Il cervical neck torsion e la valutazione del nistagmo sono utili per diagnosticare la vertigine cervicogenica. Invece Il cervical relocation test è significativo per escludere la SVC, mentre lo smooth pursuit neck torsion test (SPNT) permette di differenziare la SVC da disturbi correlati con il colpo di frusta.

CONCLUSIONE

La SVC è improbabile se il paziente non riferisce la contemporanea presenza di vertigine e patologia cervicale, se presenta acufeni, perdita di udito o emicrania. Dopo l’anamnesi è necessario eseguire uno screening per DAC e instabilità cervicale. Il Dix-Hallpike test e l’head and neck differentition possono essere utilizzati per escludere o confermare la patologia vestibolare. Quindi, escluso il coinvolgimento del sistema vestibolare, i clinici dovrebbero procedere alla valutazione del tratto cervicale. Se tutte le altre possibili patologie possono essere escluse si può porre la diagnosi di SVC, tenendo presente che possono coesistere nello stesso paziente più cause provocanti la sindrome vertiginosa.

L’algoritmo elaborato dagli autori, pur essendo molto utile sul piano clinico, non è supportato da un trial clinico controllato. Questo lavoro è in ogni caso un eccellente riassunto dell’evidenza attuale circa la diagnosi di SVC.

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