Breve guida per fisioterapisti per entrare nel mondo dello sport

Il fisioterapista sportivo del futuro

La figura del fisioterapista nei team sportivi è di recente acquisizione essendo stata inserita negli staff tecnici dei team professionistici e dilettantistici solo da pochi anni.

Mentre all’estero il fisioterapista sportivo gode di una tutela giuridica e professionale ben definita, da noi in Italia c’è una grande confusione, dettata principalmente da una mancanza di regolamentazione didattica e professionale. Varie tecniche fisioterapiche, applicate nello sport, non hanno validità scientifica né si poggiano su serie revisioni sistematiche. Al contrario, sono “tramandate da generazioni” a partire dai famosi “ aggiustaossi” di paese tanto per intenderci.

Ecco quindi i contenuti e le competenze che deve avere un fisioterapista che si approccia al mondo dello sport.

Per avere le idee più chiare faccio un esempio pratico: dividiamo gli step di un infortunio qualsiasi in quattro fasi che si possono anche definire tramite colori (zona rossa, zona grigia, zona bianca, zona verde).

Fase 1 – Zona rossa. Il fisioterapista prende in carico l’atleta dopo l’infortunio, è a stretto contatto con lui e concretamente è l’unico a gestirlo mediante utilizzo di tecniche fisioterapiche e di terapia fisica (atleta sul lettino da trattamento).

Fase 2 – Zona grigia. Finita la fase 1 inizia la rieducazione funzionale, che comprende diverse serie di esercizi atte a completare la fase 1 (propriocettività, esercizi in carico, muscolatura ecc.). E qui nascono i primi problemi: siamo infatti sicuri che un fisioterapista sia in grado di eseguire un lavoro di ricostruzione del tono e del trofismo di un atleta? Se ci si basa sulle conoscenze scolastiche assolutamente no, siamo ancora al rinforzo manuale contro resistenza.

Fase 3 – Zona bianca. Questa fase si basa sulla riatletizzazione dell’infortunato e solitamente viene eseguita da un laureato in scienze motorie, e qui sta un altro punto: il fisioterapista sportivo infatti deve seguire il lavoro della fase 3 per evitare, ad esempio, una recidiva, ma come potrà svolgere tale attività senza specifiche basi formative?

Fase 4 – Zona verdeQuesta fase corrisponde al ritorno in campo.

Di seguito le competenze richieste ad un fisioterapista che vuole operare nell’ambito sportivo:

  • Traumatologia sportiva
  • Basi di clinica ortopedica
  • Basi di clinica neurologica
  • Fisiologia ed Eziopatogenesi del dolore
  • Il dolore muscolare ed i trigger points
  • Basi di alimentazione sportiva
  • Basi di radiologia
  • Nozioni di farmacologia
  • Bendaggio funzionale, taping, strapping
  • Idrokinesiterapia
  • Massoterapia in tutti i suoi aspetti (tradizionale, sportiva , deep massage MTP ecc .)
  • Fibrolisi diacutanea Kurt Ekman
  • Terapia fisica strumentale
  • Terapia manuale (stretching analitico, manipolazioni e mobilizzazioni articolari e vertebrali ecc.)
  • Doping (l’elenco delle sostanze e dei prodotti dopanti si reperisce facilmente on line)
  • Materiali, terreni e tecnica del gioco
  • Rieducazione funzionale
  • Rieducazione metabolica
  • Riatletizzazione
  • Esercizi specifici tecnici prima del ritorno in campo

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