LED TERAPIA

LED terapia nel trattamento degli esiti di lesione degli hamstring
Lo scopo di questo studio è quello di dimostrare l’efficacia della LED terapia nel ridurre il dolore successivo a lesione del t. bicipite femorale e del t. semitendinoso all’inserzione prossimale.

INTRODUZIONE
L’hamstring syndrome è una patologia abbastanza frequente in ambito sportivo, la cui insorgenza può determinare lunghi periodi di assenza dalle sessioni di allenamento e dall’attività agonistica. L’hamstring syndrome venne descritta per la prima volta da Puranen e Horawa nel 1988 ed inquadrata nell’ambito di una tendinopatia inserzionale prossimale dei tendini flessori della coscia. La formazione di un tessuto fibrotico, associato a una pregressa lesione muscolo-tendinea o una sua degenerazione, comporta un aumento del calibro del tendine stesso con dolore e talvolta compressione a livello dell’adiacente nervo sciatico. Le evidenze più recenti suggeriscono come sia di maggior riscontro nei mezzofondisti, calciatori e sciatori di fondo. La maggior parte dei pazienti affetta da questa patologia lamenta una sintomatologia algica elettiva, di intensità variabile alla palpazione a livello dell’inserzione prossimale degli hamstring e nella deambulazione, anche a diversi mesi dal trauma. Generalmente il paziente riferisce una sensazione di discomfort a livello inserzionale prossimale nel corso dei test di flessibilità che possono peraltro non mostrare deficit significativi.
È innegabile che da parte degli addetti ai lavori vengano proposte molte (alcune molte valide) terapie per la cura dell’infiammazione, sia essa acuta dovuta a fenomeno traumatico sia cronica per situazioni degenerative. Perché dunque, in un contesto che sfiora la saturazione, interessarsi a una nuova strategia terapeutica? Una nuova strategia che sfrutta la luce per di più; laddove i laser hanno già ampiamente dimostrato capacità indubbie e limiti oggettivi.
La suggestione che può derivare dall’utilizzo delle nuove strumentazioni a LED terapeutici è quella di riuscire a regolare alcune funzioni organiche agendo in maniera “atraumatica”, senza cagionare calore sulle strutture interessate e in modalità per nulla invasiva su strutture periferiche fisiologicamente deputate alla trasduzione di segnali di natura chimico-fisica in segnali biologicamente compatibili.
In alcuni campi clinici la fototerapia con luce LED è uno strumento terapeutico ampiamente accettato già da anni: nel trattamento di ulcere e ferite ischemiche ed ipossiche è stata dimostrata una rilevante efficacia antinfiammatoria e riparativa [1]. L’osservazione è stata confermata dalle recenti osservazioni sperimentali condotte presso l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, laddove è ricreata artificialmente la condizione di riparazione tissutale da danno da ferita su coltura cellulare sottoposta a stress metabolico iperglicemico (come nel caso delle ulcere diabetiche) conseguente a fotoesposizione LED Physistech® [2].
Ma è nella capacità di modulazione di tutte le fasi del processo riparativo infiammatorio (non solo nella prima-vascolare) che taluni parametri applicativi dei LED terapeutici riservano le maggiori soddisfazioni terapeutiche. E la logica interpretativa risiede proprio nella natura stessa del processo infiammatorio.
L’infiammazione è da considerarsi sempre “fenomeno ambientale” perché corrisponde alle capacità dell’organismo di rispondere a noxe patogene interne e/o ad alterate condizioni dell’ambiente in cui è immerso. Al di là degli eventi acuti traumatici, nella genesi dei processi infiammatori cronici, infatti, non vi sono fenomeni totalmente patologici, ma fenomeni che diventano patologici quando eccessivi, quando cioè perdono la loro capacità di regolazione o sono mal localizzati, quale che sia la loro velocità di estrinsecazione.
Da ciò ne consegue, almeno da un punto di vista teorico, che gli interventi terapeutici non dovrebbero essere esclusivamente mirati a spegnere il fenomeno infiammatorio, quanto piuttosto a “orientarlo” e a prevenire effetti e complicazioni.
MATERIALE E METODI
Lo strumento LED (Light Emitting Diode) da noi utilizzato ha luce monocromatica a bassa potenza, con doppia emissione di 632 nm e 880 nm (rosso e infrarosso). È dotato di 3 manipoli (size 50, 28, 7) con programmi d’utilizzo differenziati per una migliore operatività sui diversi distretti corporei e differenti gradi di disabilità.
Il range di patologie che si possono trattare va dal campo riabilitativo e della terapia antalgica fino al campo della medicina dermatologica.
La LED terapia è in genere utilizzata per aumentare la velocità e la qualità della riparazione dei tessuti e per risolvere meglio e più velocemente i processi infiammatori e algogeni.
Il meccanismo attraverso cui agisce non è quello classico della fotocoagulazione e della fototermolisi selettiva, come per i laser, bensì quella della foto-biostimolazione.
Gli utilizzi clinici della LED terapia sono numerosi poiché i campi di applicazione si possono ritrovare in ambito medico dentale, ortopedico e fisioterapico e nel campo della dermatologia. Questi strumenti sono presidi prettamente portatili, dalle dimensioni e dal peso molto contenuto che permettono il loro trasporto nelle diverse sedi dove il medico opera o persino a casa del paziente. Ciò è molto utile soprattutto nel campo della riabilitazione e nella risoluzione dei processi infiammatori acuti, soprattutto negli sportivi (strappi muscolari, ematomi, tendinopatie, contusioni ecc.).
Lo strumentario per LED terapia sta diventando sempre più di comune uso per trattare patologie muscolari e tendinee, ma non solo, poiché le indicazioni si ritrovano anche nel trattamento del connettivo e della pelle.
L’applicazione di questo tipo di terapia non è invasiva e non prevede la somministrazione di altre sostanze. Questi strumenti, grazie alla tecnologia con cui sono sviluppati, non scaldano la superficie cutanea su cui lavorano, non hanno bisogno di medicazioni o bendaggi, ma solo di un programma d’applicazione specifico per ogni patologia e per ogni paziente.
I fotoni emessi dalla sorgente LED entrano nei tessuti e sono qui assorbiti, a seconda della diversa lunghezza d’onda utilizzata, dai mitocondri e dalle membrane cellulari. L’energia dei fotoni è quindi convertita, all’interno della cellula, in energia chimica, sotto forma di ATP. Si verifica inoltre una modificazione delle membrane cellulari con attivazione delle pompe sodio-potassio, cambiamento dei gradienti di membrana, apertura di ponti e legami intra- ed extracellulari e quindi a tutta una serie di processi fisiologici a cascata. Tutte queste attività fisiologiche si riflettono su macrofagi, fibroblasti, cellule endoteliali, mast cellule come anche sulla produzione di bradichinine, sulla riduzione di alcune interleukine proinfiammatorie (in particolare IL 8 e IL 6) e sulla conduzione nervosa.

 

CASO CLINICO

 

BIBLIOGRAFIA

Danno K, Mori N, Toda K et al. Near-infrared irradiation stimulates cutaneous wound repair: laboratory experiments on possible mechanisms. Photodermatol Photoimmunol Photomed 2001;17:261-5.
Evangelista M, Rainaldi G, Kusmic C, Pelosi G. Relazione finale del progetto “Effect of near–infrared irradiation on cell proliferation of Human Umbelical Vein Endothelial Cells (HUVEC) cronically exposed to high glucose medium. Istituto di Fisiologia Clinica CNR, Pisa 2010.
Ramos GA, Arliani GG, Astur DC et al. Rehabilitation of hamstring muscle injuries a literature review – Rev Bras Ortop 2017 Jan-Feb;52(1):11-6.
Guermazi A, Roemer FW, Robinson P et al. Imaging of muscle injuries in sports medicine: sports imaging series. Radiology Mar 2017;282:646-63.
Bolton PA, Youns S. Macrophage responsiveness to light therapy-a dose response study. Laser therapy 1990;2:101-6.
Karu TI. Mitochondrial signaling in mammalian cells activated by Red and Near-IR Radiation. Photochem and Photobiol 2008;84:1091-9.
Osanai T, Shiroto C. Measurement of aGaAlAs diode laser action on phagocytic activity of human neutrophils as a possible therapeutic dosimetry determinant. Laser Therapy 1990;2:123-34.
Sommer AP, Pinheiro AL, Mester AR et al. Biostimulatory windows in low-intensity laser activation: lasers, scanners, and NASA’s lighit-emitting diode array system. J Clin Laser Med Surg 2001;19:29-33.
De Freitas LF,Hamblin MR. Proposed mechanisms of photobiomodulation or low level light therapy. IEEE J Sel Top Quantum Electron 2016 May-June;22(3).

Be the first to comment

Leave a Reply