“Take home message” per ARIR

Da sinistra a destra: Andrea Lanza, Beatrice Ferrari, Francesco D’Abrosca membri del Direttivo ARIR al congresso AIFI.

Congresso AIFI 2017:
il “take home message” per ARIR

Il 12 e il 13 ottobre 2017 si è svolta a Roma l’International Scientific Conference dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI). Come sottolineato più volte nei numeri precedenti di questa Rivista, l’evento voleva essere una “expo” della Fisioterapia italiana dal titolo: “Therapeutic Exercise: foundations, evidence, clinical reasoning in Physiotherapy practice”.

Per la prima volta ARIR è stata coinvolta da AIFI nell’organizzazione dell’evento scientifico nazionale insieme a tutte le realtà scientifiche e rappresentative delle diverse specializzazioni in ambito fisioterapico: Società Italiana di Fisioterapia (SIF), Società Italiana di Fisioterapia e Riabilitazione (SIFIR), Associazione Italiana Riabilitazione Mano (AIRM) e tutti i Gruppi di Interesse Specialistico oggi attivi all’interno di AIFI.

La conferenza si proponeva come obiettivi l’approfondimento delle “più recenti acquisizioni sui fondamenti, sulle prove di efficacia e sul ragionamento clinico nella progettazione di una delle strategie principali dell’agire fisioterapico, l’Esercizio Terapeutico, che accanto alle terapie manuali, alle terapie fisiche, alla proposta di dispositivi e all’educazione terapeutica va a comporre il ricco bagaglio di strategie che il fisioterapista ha a disposizione per migliorare la qualità di vita delle persone che a lui si rivolgono.”

Un successo di iscrizioni e un colpo d’occhio emozionante dal palco della sala conferenze dell’Hotel Capannelle di Roma: oltre 440 partecipanti da tutte le regioni e da tutte le realtà della fisioterapia italiana. Un’occasione per “aggiornare l’elenco” di tutte le varie aree di specializzazione in cui il fisioterapista può essere coinvolto: neurolesioni, terapia manuale, allenamento in tutte le sue sfaccettature, trattamento nelle malattie reumatologiche, riabilitazione cognitiva, pelvica, terapia fisica, idrokinesiterapia, solo per fare degli esempi, e ognuna declinata in contesti diversi (dall’ospedale, al territorio, allo sport high level) e in tutte le età (dall’ambito neonatale e pediatrico fino alla geriatria).

Le cinque sessioni plenarie sono state di altissimo livello ed hanno visto alternarsi autorevoli relatori “di casa” a colleghi internazionali come Jo Nijs e Ivan Bautmans (Professori della Vrije Universiteit di Brussel), Richard Metcalfe (Esperto in Fisiologia dell’esercizio alla Ulster University, UK), Mindy Levin (Professore della McGill University, Responsabile del comitato scientifico della Physiotherapy Foundation of Canada e Editor della rivista scientifica Motor Control).

Si è parlato di: influenze dell’esercizio terapeutico sulla neuroplasticità, strategie innovative per incrementare l’efficacia dell’esercizio terapeutico, nuove frontiere della ricerca in Fisioterapia ed altro ancora

Nelle 9 sessioni parallele sono state approfondite tematiche specifiche, con il coinvolgimento di Società Scientifiche di varie specialità mediche, attraverso lezioni magistrali (“lectures”), indicazioni operative (“how to do”), esperienze (“experiences”), momenti di dialogo tra fisioterapisti e altri professionisti (“talking about”). Questi i principali argomenti trattati:

Recenti acquisizioni nella gestione nei disordini muscolo-scheletrici

La parabola del rachide: dismorfismi e malattie reumatiche dall’età evolutiva all’adulto

La risposta individuale al trattamento, quali sono i fattori predittivi e quali i disegni di studio più adeguati per studiarla

Influenze dell’esercizio terapeutico nella prevenzione e rallentamento del deterioramento cognitivo

Ortopedia e fisioterapia in dialogo nella traumatologia dell’arto inferiore dello sportivo high-level

Narrative-based research e ICF nella progettazione dell’esercizio terapeutico

Updates dell’esercizio terapeutico in neuroriabilitazione, in età evolutiva e nell’adulto

Nuove tecnologie per la progettazione e conduzione dell’esercizio terapeutico

L’esercizio terapeutico nelle disfunzioni della deglutizione, pelviperineali, respiratorie, cardiovascolari.

I contributi hanno appassionato gli uditori soprattutto per quanto riguarda le ricerche in corso e le possibilità future di sviluppo e confronto: molti sono stati infatti i colleghi giovani, alcuni dei quali hanno presentato i proprio studi sottoforma di breve comunicazione orale o di poster; alcuni interventi in particolare erano pensati per essere fruibili da tutti i fisioterapisti, indipendentemente dalle specializzazioni cliniche e dagli ambiti di lavoro, per esempio la metodologia della ricerca, le possibilità di pubblicazione su riviste specializzate, i temi della sostenibilità e della complessità delle cure. Nella tavola rotonda, infine, si è discusso della Fisioterapia d’iniziativa nelle condizioni persistenti o degenerative: sono state presentate alcune esperienze di modelli organizzativi su cui lavorare per il prossimo futuro, il vissuto riportato da associazioni di pazienti e familiari, con uno sguardo alla prospettiva delle Istituzioni su questi temi (sull’esempio della Regione Toscana).

Per quanto riguarda la presenza di ARIR, oltre ai numerosi soci presenti in platea, vari sono stati i relatori (Marta Lazzeri, Andrea Lanza, Mara Paneroni, Francesco D’Abrosca – membro del comitato scientifico del congresso – e Beatrice Ferrari), ma la novità più grande e più gradita è stata la collaborazione tra AIFI ed ARIR fin dalle fasi organizzative del congresso, che ha dimostrato come il Direttivo dell’Associazione Fisioterapisti Italiani abbia fortemente voluto un evento “di tutti” e “per tutti” i Fisioterapisti Italiani.

Il “take home message” di queste giornate sembra essere quello, ognuno per la sua area di specializzazione, di lavorare con la massima scientificità e responsabilità; nella stessa direzione va da sempre ARIR per quanto riguarda l’ambito di specializzazione in fisioterapia e riabilitazione respiratoria, con l’obiettivo che la fisioterapia in quest’area sia sempre più riconosciuta come una specializzazione su tutto il territorio nazionale.

L’interessamento dell’apparato cardio-respiratorio è di primaria importanza, e soprattutto influenza la prognosi in numerose patologie neuromuscolari (SLA, distrofie muscolari) e neurologiche (malattia di Parkinson, sclerosi multipla), primitive o acquisite (esiti di lesioni spinali o traumi cranici), in tutte le età. In particolare, visto anche il rapido aumento nella popolazione delle patologie respiratorie e le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarà sempre più frequente che un fisioterapista abbia in carico persone con almeno una co-morbilità respiratoria (come dispnea, BPCO, tosse cronica).

ARIR continuerà a lavorare, in stretta collaborazione con AIFI, affinché i colleghi fisioterapisti riconoscano la specificità dei vari interventi applicabili alle persone affette da patologie respiratorie acute e croniche, continuando a promuovere in tutti gli ambiti la formazione del fisioterapista respiratorio tramite Master universitari e corsi di formazione specifici.

 

Da sinistra a destra: Andrea Lanza, Beatrice Ferrari, Francesco D’Abrosca membri del Direttivo ARIR al congresso AIFI.

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