Approccio osteopatico in età pediatrica: una revisione sistematica

INTRODUZIONE

Il corpo dei bambini, e in particolare dei neonati, è costantemente impegnato nel processo di crescita.

L’approccio osteopatico sui bambini è completamente diverso rispetto a quello sugli adulti, in quanto hanno differenti proporzioni anatomiche, fisiologiche, biochimiche, e per questo motivo il modo di “trattarli” è appositamente studiato per le loro esigenze.

Il maggior impegno e obiettivo dell’osteopatia pediatrica è proprio il mantenimento della salute e la prevenzione dell’insorgere di disordini energetici o di malattie. La crescita dei piccoli pazienti è accompagnata da trattamenti osteopatici previsti ad intervalli regolari, al fine di favorire il loro potenziale di salute e sviluppo.

Il rapporto di fiducia con il bambino nasce prima dell’inizio della seduta: accogliendolo con attenzione, parlandogli ed entrando in relazione con lui attraverso movimenti dolci, giochi e molti sorrisi.

La natura dota già spontaneamente il bambino della capacità di crescere al meglio e rafforzarsi autonomamente, si pensi al riflesso di suzione, messo in atto naturalmente dal neonato, in realtà funzionale alla riarmonizzazione delle ossa craniche.

L’osteopatia altro non fa che assecondare e rinforzare questa naturale predisposizione alla salute e alla guarigione, insita nella vita.

Il trattamento osteopatico non è invasivo e consiste in piccole delicate manipolazioni, al fine di indurre un recupero fisiologico delle strutture. Le enormi pressioni sulla testa durante i parto e le varie cadute di ogni giorno che accompagnano l’infanzia possono influire sulla salute dei bambini.

Durante la fase del parto la testa del bambino, che ha ossa ancora morbide e malleabili, si deforma; molti neonati hanno infatti una strana forma del cranio dovuta appunto al difficile travaglio. La testa piano piano si riassesta, riassorbendo in parte o completamente le eventuali deformazioni. Talvolta questo processo non si verifica in maniera completa, con conseguenti alterazioni di mobilità di alcune ossa craniche, non ancora saldate, e la possibilità quindi di sviluppare disfunzioni a carico del sistema visivo e occlusale.

Anche il parto cesareo non è esente da problemi, in quanto il passaggio diretto del bambino dallo spazio fetale (in cui c’è una notevole pressione) al mondo esterno (in cui la pressione è nulla), crea come un’esplosione del cranio in senso trasversale e una difficoltà di adattamento alle nuove pressioni.

L’osteopata, con manovre delicate, può normalizzare il cranio e propiziare profondi cambiamenti all’interno del corpo del bambino; pertanto sarebbe auspicabile consolidare un rapporto di collaborazione fra medici, ostetriche ed osteopati al fine di effettuare un’azione di Medicina preventiva.

MATERIALI E METODI

Questo studio ha preso in considerazione tutti gli articoli riguardanti la relazione tra “osteopatia e pediatria” degli ultimi 10 anni. Su 38 articoli ne sono stati presi in considerazione 8, usando come parametri di esclusione il limite cronologico e gli articoli relativi allo stesso argomento, scegliendo quello più recente. Il reperimento degli studi per questa review si è avvalso di MedLine, Pedro e Cochrane come database. Considerando ogni singolo studio, i bambini presi in considerazione rispondono a caratteristiche precise che permettono la loro inclusione nei vari studi.

DISCUSSIONE

Questa review ha messo in evidenza come il trattamento osteopatico in età pediatrica, oltre a non presentare “eventi avversi gravi o catastrofici” [1], «ha avuto un effetto significativo sulle coliche del lattante, riducendo i tempi di pianto di 1 ora e 12 minuti al giorno» rispetto alla condizione tipica in cui il bambino piange per almeno 3 ore al giorno da 3 volte a settimana per un periodo di almeno 3 settimane [2].

Il trattamento manuale osteopatico si rivela molto utile anche nei nati prematuri che hanno difficoltà di allattamento [3]; i trattamenti hanno avuto cadenze bisettimanali per un massimo di 4, momento in cui si palesava il miglioramento definitivo che vedeva il lattante riuscire ad alimentarsi autonomamente dal capezzolo.

Uno studio molto recente [4] suggerisce che il trattamento osteopatico nei nati prematuri con sintomi gastrointestinali può ridurre l’elevata incidenza di tali sintomi e i tassi di ricoveri di lunga durata, determinando una netta riduzione della spesa pubblica sanitaria.

I risultati dello studio [5] indicano che l’MPT-OA (terapia fisica manuale basata su un approccio osteopatico che comporta la palpazione e la manipolazione reattiva dei tessuti del corpo per alleviare le restrizioni che interferiscono con la mobilità ottimale e la salute*), insieme ai trattamenti standard di cura, offre miglioramenti significativi nei risultati a breve termine nei bambini con minzione disfunzionale, al di là dei miglioramenti osservati con i soli trattamenti medici e comportamentali convenzionali.

Il trattamento osteopatico è suggerito anche per modificare le asimmetrie nel cranio dei bambini di età inferiore ai 6,5 mesi di età che presentano segni di plagiocefalia non sinostotica; infatti, una volta posta la diagnosi, i risultati sulle variazioni dei diametri del cranio dimostrano che l’intervento precoce dei professionisti di osteopatia potrebbe migliorare e facilitare il recupero di tali asimmetrie [6].

Anche nei bambini che presentano asimmetrie posturali [7] è emersa l’efficacia terapeutica del trattamento osteopatico; dopo un periodo di trattamento di 4 settimane il risultato è stato misurato usando una scala standardizzata (4-24 punti). Con il trattamento placebo, 5 bambini sono migliorati (almeno 3 punti), 8 bambini sono rimasti invariati (all’interno di 3 punti) e 3 bambini sono peggiorati (non più di ‒3 punti). La media del miglioramento è stata 1,2 punti (SD 3,5). Nel gruppo trattato con terapia osteopatica, 13 bambini sono migliorati e 3 sono rimasti invariati; la media del miglioramento è stata di 5,9 punti (SD 3,8).

La differenza tra i due gruppi è stata significativa (p=0,001). Si evince che il trattamento osteopatico nei primi mesi di vita migliora il grado di asimmetria nei neonati con asimmetria posturale.

In alcuni disturbi del sonno, inoltre, è stato osservato che l’osteopatia può avere un’influenza positiva, in particolar modo nell’apnea ostruttiva, una patologia correlata in alcuni neonati a un rischio di morte improvvisa; il trattamento ha portato a una riduzione statisticamente significativa del numero di apnee durante il sonno nei bambini di età inferiore a 4 mesi [8].

CONCLUSIONI

Negli ultimi anni, la medicina osteopatica è stata protagonista di una continua evoluzione in ambito scientifico, grazie ad una letteratura sempre più crescente. Gli studi che dimostrano l’efficacia del trattamento osteopatico negli adulti sono ormai numerosi e pochi invece quelli che la dimostrano sui bambini; pertanto l’obiettivo era quello di capire, attraverso una revisione scientifica, in quali disturbi l’osteopatia potesse essere di aiuto e con quali modalità. Si è osservato come l’intervento osteopatico, attraverso la somministrazione di varie modalità di trattamento, porti ad un recupero delle condizioni fisiologiche precedentemente alterate dall’instaurarsi di varie condizioni disfunzionali.

A conclusione di questa review, è consigliabile proseguire le ricerche in ambito pediatrico cercando di utilizzare campioni sempre più numerosi, in modo da fortificare la validità scientifica dell’osteopatia in tale ambito.

* Sono state impiegate tecniche di terapia fisica manuale per la mobilità e l’equilibrio muscolare, scheletrico e fasciale, compresi cranico, durale, viscerale, vascolare e linfatico.

BIBLIOGRAFIA

  1. Humphreys BK. Possible adverse events in children treated by manual therapy: a review. Humphreys Chiropractic & Osteopathy 2010;18:12.
  2. Dobson D, Lucassen PLBJ, Miller JJ et al. Manipulative therapies for infantile colic (Review). The Cochrane Library 2012, Issue 12.
  3. Lund GC, Edwards G, Medlin B. et al. Osteopathic manipulative treatment for the treatment of hospitalized premature infants with nipple feeding dysfunction. J Am Osteopath Assoc. 2011:111(1):44-48.
  4. Pizzolorusso G, Turi P, Barlafante G et al. Effect of osteopathic manipulative treatment on gastrointestinal function and length of stay of preterm infants: an exploratory study. Chiropractic & Manual Therapies 2011;19:15.
  5. Nemett DR, Fivush BA, Mathews R et al. A randomized controlled trial of the effectiveness of osteopathy-based manual physical therapy in treating pediatric dysfunctional voiding. Journal of Pediatric Urology 2008;4:100-6.
  6. Lessard S, Gagnon I, Trottier N. Exploring the impact of osteopathic treatment on cranial asymmetries associated with non synostotic plagiocephaly in infants. Complementary Therapies in Clinical Practice 2011;17:193-8.
  7. Philippi H, Faldum A, Schleupen A et al. Infantile postural asymmetry and osteopathic treatment: a randomized therapeutic trial. Developmental Medicine & Child Neurology 2006;48:5-9.
  8. Vandenplas Y, Denayer E, Vandenbossche T et al. Osteopathy may decrease obstructive apnea in infants: a pilot study. Osteopathic Medicine and Primary Care 2008;2:8.

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